STORIA DI UOMINI,VIGNE E VINI…

La storia di Ca’ d’ Gal inizia proprio da questi tre fondamentali elementi:
uomini che amano e rispettano la loro terra, vigne che da quella terra attingono nutrimento ideale, vini che grazie alle uve di quelle stesse vigne sanno esprimere la profondità e l’unicità di un connubio esemplare.
Siamo a Santo Stefano Belbo, per la precisione in località Valdivilla e da generazioni, la nostra famiglia è legata a queste colline e al loro essere il cuore pulsante del Moscato d’Asti.

continua

Chi siamo

storia di uomini,viti e vini

LA
NOS
TRA

STO
RIA

 

Ca’ d’ Gal è nata qui.
A Valdivilla gli anni hanno visto crescere di pari passo le nostre idee e la nostra convinta passione, insieme a quella che oggi è diventata la nostra azienda. E in tutto questo, la memoria è stata per noi la solida base su cui progredire, attraverso la quale creare nel tempo il vino che rappresentasse realmente la nostra identità e i nostri sogni.

Grazie all’incontro fra tradizione e nuove esperienze, ascoltando i racconti di mio padre con gli amici “seigiornisti”di Giacomo Bologna riuniti a cena da noi, scettici di fronte alle tecnologie innovative e a quel moscato moderno, mi ritrovai improvvisamente a pensare che quei ricordi potevano diventare nuovamente realtà. Fu quella sera che decisi quali erano le vigne adatte al mio sogno, a cui diedi anche un nome: il vigneto del signor Pierino di Valdivilla e il Brichet sarebbero diventati il Vigna Vecchia di Ca’ D’ Gal.

Da quel lontano 1990 la strada è stata lunga, intensa e costellata di prove e ricerche, di testimonianze e conferme ma oggi, degustando i nostri vini, visitando la cantina o sedendovi insieme a noi a tavola nel nostro agriturismo, potete ritrovare tutta l’esperienza e la consapevolezza di quella storia.

Una storia di uomini, vigneti e vini in Ca’ d’ Gal.

Vigneti

le nostre vigne

LE
NOS
TRE
VI
GNE

Tra queste colline, contraddistinte da un paesaggio vitivinicolo unico e nelle quali trova il suo terroir d’elezione il Moscato d’Asti, abbiamo ricercato e scelto nel corso del tempo i nostri migliori vigneti.

Vigneti anche di oltre 50 anni d’età, su terreni bianchi e leggeri, ricchi di sabbia e dalle esposizioni ideali, che uniscono a produzioni meno abbondanti, la struttura e la longevità di una qualità costante nel tempo.

Il progressivo lavoro di rigorosa selezione della produzione aziendale che abbiamo messo in atto dal 1997, ci ha permesso poi di esprimerne al meglio tutte le potenzialità, soprattutto in termini di ricchezza delle componenti olfattive e gustative, riscontrabili in primo luogo nei nostri moscati.

Vigna Vecchia

la realtà di un sogno

LA
REALTA’
DI
UN
SOGNO

vigna-vecchia2009Si raccomanda di prevedere una conservazione non prolungata: per evitare una decisa perdita di freschezza dovuta allo svanire della fragranza, il consumo non deve essere posticipato oltre i 12-24 mesi dal momento dell’imbottigliamento (dal Disciplinare di produzione “Asti Docg”)” .

Se è vero che la memoria è la base dei sogni, quelli che nascono fantasticando sui racconti dei padri e sulla loro esperienza, così io ascoltando mio padre ho visto nascere il mio sogno. Tra il pacato scetticismo di fronte a ciò che le nuove esperienze e tecnologie enologiche ci portavano a realizzare e la presunta comodità di quel Moscato moderno, si parlava insieme di vigna e di terra, di vendemmie nelle quali l’uva ormai quasi surmatura, era preda delle api e gli aromi varietali riempivano l’aria e i polmoni di dolcezza.
Un giorno mi ritrovai a cena da noi insieme a mio padre ed alcuni amici, i “seigiornisti” di Giacomo Bologna. Durante quella serata, conviviale come sempre, ripercorsero nei loro discorsi quelle annate e quel tempo ed io, mentre li ascoltavo, mi ritrovai improvvisamente a pensare che quei ricordi potevano diventare nuovamente realtà.
Quella sera decisi quali erano le vigne adatte al mio sogno e lo chiamai anche per nome: il vigneto del signor Pierino di Valdivilla e il Brichet sarebbero diventati il “Vigna Vecchia” di Ca’ D’ Gal.

Da quel lontano 1990, la strada è stata lunga, intensa e costellata di prove e ricerche, di testimonianze e conferme, fino al 1997. In quell’anno decisi infatti di iniziare la definitiva selezione della produzione aziendale destinata al Vigna Vecchia, partendo da un vigneto di circa 40 anni, diventati oggi ben 60, con rese estremamente basse e uve raccolte in uno stato di leggera surmaturazione, così da avvicinarmi sempre più al ricordo del vino che mio padre mi aveva trasmesso. All’inizio quando assaggiai, pensai che quel moscato così intenso, pieno e cremoso ma allo stesso tempo fresco e anche aromatico, meritava un trattamento diverso da quanto descritto nel disciplinare di produzione: il “Vigna Vecchia” sarebbe perciò uscito sul mercato nel settembre dell’anno successivo alla vendemmia.

Ma la mia curiosità non era ancora soddisfatta, avevo ancora molte domande a cui cercare di dare risposta, prima fra tutte quella su come il “Vigna Vecchia” poteva essere conservato. Ricordavo in cantina le bottiglie messe a riposare nella sabbia al fresco anche per diverse annate, così come perfetto era anche il ricordo delle scodelle riempite di quel moscato ormai maturo, nel quale a merenda mio nonno era solito inzuppare intere grisse di pane, unendo alla soddisfazione del vino anche quella del nutrimento.

Decisi allora di imitarlo e da quel 1997 iniziai perciò a mettere via alcune decine di bottiglie per ogni annata prodotta, conservandole certamente in modo più moderno se vogliamo, ma cercando al contempo di mantenere intatte la sua visione e l’intenzione di quel tempo.

Oggi posso affermare che quel sogno è diventato una realtà concreta, che dimostra in modo inequivocabile come il moscato possa essere decisamente caratterizzato da un preciso legame con il territorio, il terroir insomma, possieda una forte personalità e sia in grado di esprimere complessità olfattiva e profondità gustativa, al pari di molte realtà maggiormente blasonate.

Dal 1997 ad oggi abbiamo raccolto, vinificato e imbottigliato 16 annate di Vigna Vecchia, decidendo di evitare quella del 2002, problematica e di scarso interesse, per coerenza con il nostro intento qualitativo. Ed è stato nel 2003 che alla luce dei risultati ottenuti, il passo successivo ci ha portato ad optare per un ulteriore periodo di riposo e maturazione prima della messa in commercio. Perciò da quell’anno 1330 bottiglie di ogni millesimo sono state conservate, per essere presentate sul mercato soltanto nel settembre del quinto anno dopo la vendemmia.

A settembre 2009 abbiamo infatti iniziato la vendita dell’annata 2003.

Arrivati fino a qui, abbiamo pensato che era giunto il momento di confrontarci, raccontando, ma soprattutto condividendo, quanto realizzato in questi anni e chiedendo ad amici, giornalisti ed esperti, di degustare insieme a noi una prima selezione delle annate disponibili, esprimendo le loro opinioni e osservazioni sul risultato del nostro lavoro. Questo confronto e la degustazione necessitavano però di un approccio che rispecchiasse la filosofia che aveva ispirato la produzione e che rispettasse il risultato delle varie annate. Per questo motivo non abbiamo seguito un ordine cronologico di servizio verticale, ma affidato invece la successione delle bottiglie alla nostra esperienza e alle considerazioni che avevamo fatto, pensando alle condizioni climatiche, all’andamento vegetativo e della maturazione, alle caratteristiche che l’uva aveva saputo esprimere in ogni anno. Una degustazione ordinata dalla nostra memoria storica..

Alessandro Boido

 

 

Degustazione Valdivilla, 7 settembre 2009

Questo evento di degustazione è nato con  il supporto e la collaborazione fondamentali  di Jean Michel Garçion, amico ed enologo  di grande esperienza, profondo conoscitore  di questa terra e compagno di viaggio  insostituibile.

Insieme abbiamo stabilito l’ordine di servizio delle annate degustate: partenza dall’annata 2008, proseguendo con il 2007 e quindi il 2005, scendendo al 2003, risalendo con 2004 e successivamente 2006 per ridiscendere infine in ordine dal 2001, 2000, 1999, concludendo con l’annata 1998. Dieci anni di Vigna Vecchia per la prima volta proposti in un’unica occasione di fronte a un selezionato gruppo di esperti degustatori, per valutarne evoluzione e potenzialità.

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Nell’analisi complessiva crediamo sia  inevitabile prendere in considerazione quella  che da decenni risulta essere la visione comune  del panorama del Moscato d’Asti: un vino  tradizionale, radicato nell’immaginario  collettivo italiano, che troppo spesso è stato  fatto oggetto di banalizzazioni e scarsa  attenzione produttiva, destinato a confondersi  in una massa indistinta di produzioni  industriali forti di numeri a sei zeri ma  responsabili di un decadimento qualitativo e  di immagine quasi irreversibile.  Un prodotto potenzialmente forte a cui è stata  tolta ogni possibilità di espressione di questa  forza, contando esclusivamente su quantità  e mercato globale mentre il territorio veniva  dimenticato insieme a concetti quali l’identità,  la specificità, ma soprattutto la qualità.

Siamo partiti dal recupero di questi aspetti fondamentali unendoli al ricordo che poteva ricostruire l’ossatura tradizionale del Moscato, convinti che la grande cura dei vigneti e l’ottenimento di uve al giusto grado di maturazione ed equilibrio siano il primo passo per ottenere un risultato di qualità.

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Il Moscato non può certo prescindere da concetti di produzione innovativi.
Il controllo delle temperature e l’acciaio inox oltre a migliorarne il profilo organolettico, sono infatti fondamentali per poter utilizzare poca solforosa e per rimettere in fermentazione il mosto, così da permettere imbottigliamenti recenti. Ma tutto questo diventa soltanto un banale processo industriale replicabile ovunque, se non è accompagnato da consapevolezza e ricerca qualitativa.

Per questo a quel tavolo, abbiamo voluto ribadire anche questi concetti, recuperandone il valore con la nostra discussione su quanto ogni vino poteva e sapeva esprimere.

IL RIASSUNTO DELLA DEGUSTAZIONE
CI HA PERMESSO DI OTTENERE
UN GIUDIZIO COMPLESSIVO E
ANCHE, CI PERMETTIAMO DI
AFFERMARE, OGGETTIVO DI OGNI
ANNATA ANALIZZATA E IL RISULTATO
CHE NE È EMERSO È STATO QUESTO:

ANNATA 2008

ANNATA 2008

Annata caratterizzata da un aspetto estremamente giovane, dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, indice di grande freschezza. Freschezza che infatti, ritroviamo al naso con note floreali e fruttate di acacia e di mela golden, agrumi e lichj, aromaticità e una leggera mineralità. Un vino che fa prevedere una buona capacità d’evoluzione attraverso un’intensità e una persistenza gustativa capaci di ripercorrere in modo puntuale le sensazioni olfattive, dando vita ad un’ottima armonia e una notevole finezza. In sintesi un moscato che nel suo primo anno di vita già preannuncia la sua potenziale longevità.

ANNATA 2007

ANNATA 2007

Moscato dal colore decisamente vivo, grintoso, di un brillante giallo paglierino con riflessi dorati e con una leggera ma percettibile effervescenza. Al naso l’apertura è fresca e floreale, di glicine e acacia, fruttato di pesca gialla e buona mineralità con lievi note di idrocarburi. Siamo di fronte ad un vino di buona profondità, lungo e persistente con una corrispondenza adeguata, armonico e fine. Un prodotto succoso e completo in grado di far prevedere una discreta capacità di evoluzione.

ANNATA 2006

ANNATA 2006

Annata caratterizzata dalla scelta di effettuare la vendemmia con quattro giorni di ritardo, scelta che ritroviamo presente in tutti gli aspetti della degustazione. Visivamente il vino si presenta di un colore giallo dorato, brillante ma con scarsa presenza di anidride carbonica. Il naso si apre immediatamente con note di intensa dolcezza, mieloso e con ricordi di frutta candita e panettone. In bocca paga la minore vena di freschezza e risulta più giocato su morbidezza e presenza zuccherina che su aromaticità e spalla acida. È il campione con più evidenti segni di evoluzione rispetto all’anno di produzione relativamente recente. Espressione leggermente segnata, quindi, dalla scelta vendemmiale, maggiormente pronto e meno adatto ad un lungo invecchiamento.

ANNATA 2005

 

ANNATA 2005

Vino interessante, dal bellissimo colore giallo dorato brillante e vivo. Al naso si presenta con una buona complessità e un grado di evoluzione già perfettamente percepibile nelle note di salvia, mela golden e agrumi ma soprattutto nella mineralità e nelle sensazioni balsamiche avvertite a fin di bocca. Un’annata più snella rispetto alle precedenti in grado però di proporre un vino intenso e persistente, armonico nelle sue componenti e con un buon potenziale di ulteriore invecchiamento.

ANNATA 2004

ANNATA 2004

Il colore si presenta intenso come anche l’effervescenza ancora viva e la spuma che ne deriva, cremosa e densa. Finezza quasi da vino bianco secco, grande pulizia e naso estremamente interessante: apre in dolcezza con frutta secca, mandorle e nocciole, si sviluppa su frutto pieno di pesca e lieve agrume per poi distendersi in una lunghezza caratterizzata da mineralità e aromaticità intense e complesse. Bocca perfettamente corrispondente, con acidità e dolcezza armonicamente integrate tra loro. Un vino longevo e assolutamente integro, capace di nuova evoluzione e ulteriore maturazione.

ANNATA 2003

ANNATA 2003

Da un anno caratterizzato da condizioni climatiche estremamente calde, nasce un vino dalla veste color giallo paglierino con riflessi dorati, brillante e con una leggera effervescenza. Il naso si apre con intensi profumi di frutta esotica, note aromatiche di salvia e rosmarino e a seguire precisi sentori minerali, uniti a freschezza e persistenza. La bocca si allinea in armonia all’olfatto determinando complessità e profondità a questo moscato dai tratti tipici, il tutto accompagnato da un’ottima evoluzione e una buona predisposizione alla maturazione.

ANNATA 2001

ANNATA 2001

Vino dal colore giallo dorato, brillante e con una lieve effervescenza ancora avvertibile. Naso potente, pieno ed evoluto ma allo stesso tempo ancora fresco e netto: lievi note di ossidazione che non disturbano ma sanno accompagnare coerentemente frutti canditi, miele e un sottofondo di idrocarburi e mineralità. Armonico e perfettamente corrispondente, appoggia su di una spalla acida ancora evidente la dolcezza piena del frutto maturo con intensità e persistenza notevoli. Un moscato in grado di rappresentare perfettamente la filosofia del nostro progetto.

ANNATA 2000

ANNATA 2000

Questo millesimo caratterizzato da un autunno caldo, esprime un vino dal colore pieno e dorato e un’evoluzione che si propone all’olfatto su note abbastanza complesse ma di minore finezza rispetto al precedente:
profumi di uva passa, frutta matura e canditi, miele ed agrumi su di una leggera sensazione di maderizzazione. In bocca risulta essere armonico nella sua corrispondenza ma dotato di freschezza meno evidente. Ritroviamo in successione la frutta candita, le note di caramello e il miele ma la persistenza risulta lievemente penalizzata da una spalla acida in fase discendente.

ANNATA 1999

ANNATA 1999

Annata contraddistinta da una veste di colore giallo oro con riflessi ramati, lieve effervescenza ancora avvertita e una brillantezza invitante.
Naso meno intenso ma estremamente fresco con note di dolcezza, miele e frutti canditi
perfettamente integrati da note agrumate e aromatiche di rosmarino e di lavanda.
In bocca l’equilibrio è evidente, dolcezza e freschezza si integrano perfettamente
ottenendo un risultato di grande armonia e persistenza. Un vino fine e di estrema
eleganza, quasi anomalo nella sua tipologia per alcuni dei degustatori, capace di evocare suggestioni che riportano a grandi vini bianchi
internazionali.

ANNATA 1998

ANNATA 1998

Un moscato di ormai Il anni dal colore ancora fresco, giallo intenso ma non dorato e una lieve
effervescenza ancora percettibile al palato.
Freschezza che si presenta incredibilmente intatta anche nei profumi, capaci di coniugare
note di agrumi, canditi e miele ad aromaticità e profondità minerale.
Corrispondente, armonico e quindi perfettamente integro nel suo ingresso in
bocca, questo millesimo ha stupito tutti i degustatori sia per la longevità dimostrata
che per l’espressione di personalità e tipicità rappresentata.
Quasi l’archetipo del nostro sogno.

Vini

lumine

MOSCATO D’ASTI LUMINE DOCG

 

moscato-dasti-lumine-uvaDai vigneti aziendali la cui età varia dai 20 ai 35 anni, nasce il Moscato d’Asti Lumine.

La superficie più vasta e la diversa composizione dei terreni ci hanno portato a intensificare sempre più il nostro impegno, per ottenere basse rese e maggiore qualità. L’ottimale equilibrio tra zuccheri complessivi e corretta acidità, segna ogni anno il giusto momento della vendemmia e ci permette di vinificare un Moscato fresco, dai profumi intensi, delicati ed eleganti.

Aromi di acacia si accompagnano a profumi di salvia, rosmarino e muschio, il fruttato si avverte perfettamente al palato in un finale di mela verde, pesca gialla e albicocca.
Il perlage vivace ma mai aggressivo, ne sostiene armonicamente presenza zuccherina e persistente freschezza.
Un Moscato adatto ad accompagnare i classici dolci a base di nocciole, le crostate di frutta e crema ma anche a rendere frizzante una coppa di frutti di bosco o una macedonia.
Anche qui, grazie ai nostri ricordi ci piace ancora oggi consigliarvi un insolito ma tradizionale abbinamento, con una fetta di salame o del pane casareccio spalmato di un velo di Bruss o gorgonzola.

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vigna-vecchia2009

MOSCATO D’ASTI VIGNA VECCHIA DOCG

uva-vigna-vecchiaGrazie ad una esposizione perfetta e rivolta completamente a sud, nella quale il termine Sorì trova la sua espressione più significativa, tutti i filari del vigneto Vigna Vecchia godono di maturazioni regolari e grappoli uniformemente dorati. Il terreno è leggero e tendente al bianco,
la maggiore percentuale di calcare lo rende ideale per trasmettere struttura e corpo mentre il clima temperato, con inverni rigidi e autunni piovosi che si alternano a estati calde, ma siccitose, donano a questo moscato la necessaria freschezza e mineralità.

Il Moscato d’Asti Vigna Vecchia si presenta quindi di un colore giallo paglierino con sfumature dorate. Al naso è ampio, complesso ed elegante con note di miele di acacia, salvia, menta e finale agrumato. In bocca apre dolce ma mai stucchevole, sorretto da una leggera presenza carbonica e da una buona e persistente freschezza. Molto lungo il finale, che con il tempo acquista sfumature di interessante complessità.
Queste caratteristiche ne hanno fatto nel tempo un prodotto ricercato, capace di esprimersi al meglio anche in abbinamenti gastronomici inusuali e moderni.
Nel corso delle varie edizioni del nostro evento speciale “La personalità del Moscato”, numerosi chef di livello anche internazionale hanno infatti realizzato piatti originali appositamente ideate per l’accostamento con particolari annate di Vigna Vecchia.
Volutamente, per una scelta della nostra azienda, dopo aver tratto dalle degustazioni degli anni precedenti dei suggerimenti, il moscato VIGNA VECCHIA è vinificato solo nel periodo della primavera seguente l’ultima vendemmia.
La sua commercializzazione avviene nel periodo di fine estate dopo un breve stoccaggio in cantina per permettere al vino di recuperare la sua complessità, così da esprimerne al meglio le sue caratteristiche.
Dal 2003 abbiamo per questo deciso di protrarre il tempo di riposo e maturazione in bottiglia di parte della produzione, prima della messa in commercio.
Perciò da allora 1300 bottiglie di ogni annata prodotta sono conservate per poi essere presentate sul mercato solo nel settembre del quinto anno dopo la vendemmia.
Una vera e propria riserva nella riserva quindi, una rarità che oggi siamo orgogliosi di presentare al pubblico anche in una veste rinnovata, all’interno di eleganti cassette di legno personalizzate.
Con la vendemmia 1998 il MOSCATO D’ASTI VIGNA VECCHIA ha incontrato sul suo cammino il “pittore del vino” DIDIER MICHEL, che lo ha degustato e così descritto in un suo quadro, che in seguito è divenuto la sua etichetta.

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MOSCATO SANT’ILARIO

uva-sant-ilarioGrazie ad entrambe le esposizioni dei due appezzamenti che producono il Moscato d’Asti San’Ilario, di cui uno a sorì e l’altro messo a sud est, tutti i filari del vigneto godono di maturazioni regolari e grappoli uniformemente dorati. La raccolta avviene nel momento ottimale per coglierne appieno le potenzialità e caratteristiche. Il terreno leggero, tendente al bianco e la maggiore percentuale di calcare risulta ideale per trasmettere all’uva struttura e corpo, mentre il clima temperato con inverni rigidi e autunni piovosi che si alternano a estati calde, ma siccitose, dona a questo moscato la necessaria freschezza e mineralità.

Il Moscato d’Asti Sant’Ilario si presenta di colore giallo intenso con riflessi e sfumature dorate. Al naso è ampio, complesso ed elegante, con note fruttate di pesca gialla e albicocca, acacia e salvia. In bocca apre dolce e mai pesante, sorretto da una buona acidità (dovuta al grande equilibrio derivante dalla perfetta maturazione delle uve ), la presenza di carbonica è cremosa e non invadente, di buona e persistente freschezza. Molto lungo il finale, intenso e privo di stucchevolezza, che con il tempo acquista sfumature di interessante complessità. Queste caratteristiche ne fanno un prodotto ricercato, capace di esprimersi al meglio anche con abbinamenti gastronomici inusuali e salati. Per una scelta aziendale voluta e derivante dalla precedente esperienza con il nostro Moscato Vigna Vecchia, anche il Moscato Sant’Ilario viene vinificato soltanto nella primavera successiva alla vendemmia. La sua commercializzazione avviene quindi a fine estate, dopo un breve stoccaggio in cantina necessario al vino per recuperare la sua complessità, così da esprimere al meglio tutte le sue caratteristiche.

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asti

ASTI SPUMANTE DOCG

 

uva-asti-spumanteA Ca’ D’ Gal l’Asti Spumante lo produciamo da pochi anni, una scelta frutto dell’incontro con Brad Lewis, arrivato dagli USA al Vinitaly.

Dall’esigenza di rispondere alla sua richiesta di produzione dell’Asti, con la stessa coerenza qualitativa di tutti gli altri vini prodotti fino ad allora, abbiamo ricercato per oltre due anni le vigne migliori per la nuova esperienza, quelle più giovani ma anche in grado di unire alla vigoria tipica dell’età, il giusto rapporto tra presenza zuccherina e livello di acidità.

La vendemmia rigorosamente manuale nei primi giorni di settembre e la vinificazione secondo i dettami moderni ci permettono di ottenere un prodotto dalla grande freschezza, vivace e persistente nel perlage, profumato di sambuco, muschio e pesca, con ritorni finali di agrumi e aromi di salvia.

Uno spumante di livello eccellente, da sempre abbinato idealmente ai dolci di tutte le festività classiche, dal panettone alla colomba, passando per le ricche macedonie estive.
Anche l’Asti Spumante può prestarsi ad abbinamenti insoliti, magari osando addirittura un inedito brindisi con gamberi, ostriche e altri frutti di mare dalla spiccata sapidità.

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Langhe Bianco doc

LANGHE BIANCO CHARDONNAY SAUVIGNON DOC

uva-langhe-biancoDall’esperienza maturata nel campo della produzione di Moscato nasce anche l’unico vino bianco di tipologia ferma della nostra cantina.

Una sapiente combinazione di vitigni internazionali, Chardonnay e Sauvignon perfettamente ambientati nei terreni prevalentemente calcarei nei quali sono stati impiantati oltre vent’anni fa.

Un vino capace di proporre sensazioni di morbidezza e suadenza accompagnate però da una spiccata vena di freschezza aromatica.
Note e aromi inizialmente floreali, con caratteristici accenni di vegetale ma che successivamente sanno evolvere in una lunghezza gustativa fruttata e dal finale di mandorla, asciutta e persistente.

A tavola la sua spiccata e piacevole bevibilità lo rendono adatto all’aperitivo, ma anche ad accompagnare con facilità antipasti di mare, piatti a base di preparazione di pesce o carni bianche e formaggi non eccessivamente stagionati.

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LANGHE ROSSO PINOT NERO DOC

 

Un vino nato dall’amore per questo vitigno tanto blasonato ma altrettanto scontroso e difficile.
Una scelta maturata anche in questo caso da una iniziale e attenta selezione del terreno migliore nel quale impiantare il nostro primo vigneto di Pinot Nero.

E la scelta non poteva che cadere in una parte del Sorì di Valdivilla, grande esposizione ma soprattutto, terreni ideali.

Sabbia, vene di tufo calcareo e pietra a 50 cm di profondità, l’ideale per garantire al vitigno grande mineralità e pienezza di frutto.

Oggi il vigneto ha sei anni, nel 2011 abbiamo presentato al pubblico le nostre prime bottiglie di Pinot Nero ca’ D’ Gal e siamo sempre più convinti delle grandi potenzialità insite nel rapporto tra questo splendido vitigno e il nostro territorio.

Un vino dalla giusta tonalità mai troppo carica, spiccata verve minerale, con delicate note fruttate di ribes, mora e lampone e una nota finale speziata, capace di evolvere e integrarsi sempre più negli anni. In bocca il crescendo di intensità è progressivo e perfettamente corrispondente.
Da abbinare a tutto pasto, piacevole con piatti a base di carne ma anche con pesci in salsa, zuppe e preparazioni speziate.

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BARBERA D’ASTI DOCG

 

Secondo anno di produzione per questa Barbera d’Asti, proveniente dalla zona di Cassinasco definita anche la porta della Langa Astigiana.

Questo vino rappresenta una particolare scelta produttiva per la nostra azienda, siaper la provenienza territoriale, che per la qualità e le caratteristiche dei vigneti utilizzati.

Vigneti di oltre 50 anni , dalla grande personalità e dalle bassissime rese, caratterizzate da grappoli piccoli ma di straordinaria intensità ed equilibrio in ogni loro componente.

Un vino importante quindi, in grado di identificarsi al meglio nel vitigno Barbera e nel suo territorio.

Pieno, morbido e caldo in apertura si distende successivamente grazie ad un buon apporto di freschezza , che lo rende contemporaneamente strutturato ma anche di piacevole ed elegante beva.
Ottimo accompagnamento ai salumi, con i ravioli del plin, per il classico carrello del bollito misto o ancora accanto ad un formaggio di lunga stagionatura.

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Langhe Freisa Pian del Gaje

LANGHE FREISA PIAN DEL GAJE

 

Proveniente da un vigneto anche in questo caso di oltre 50 anni d’età e acquisito nel corso del tempo, la nostra Freisa si caratterizza per essere un vino robusto, intenso e pieno.

Considerato un vitigno di prossimità al nebbiolo sia per parentela genealogica che per la sua tardiva maturazione, per preservarne al meglio identità e caratteristiche organolettiche abbiamo deciso di vinificarlo nel modo più semplice, completamente in acciaio e sempre in purezza.

Dalle note di frutti rossi, come lampone e ciliegia, evolve su toni floreali di rosa e una leggera speziatura.

In bocca è armonico e di ottimo corpo, dal finale asciutto e di lunga persistenza.
Lo consigliamo in abbinamento a piatti di buona struttura come brasato con polenta, carni rosse alla griglia, formaggi di media e lunga stagionatura.

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Nel corso degli anni alcuni artisti ci hanno accompagnato, realizzando per i nostri vini etichette speciali, diventate nel tempo per noi motivo di orgoglio e distinzione.

Massimo Ricci
www.massimoriccipittore.it )
e
Michèle Didier
www.micheledidier.com )

 

Agriturismo

Il respiro dell’amicizia e dell’accoglienza

AGRITUR ISMO

Nel nostro agriturismo, ogni stanza si apre sui colori morbidi dei vigneti, mentre la loro luce diventa parte viva di quei sapori e profumi che potete trovare in tavola, nelle nostre sale. Da noi di Ca’ D’ Gal di vigne , di terre e antiche cure ad esse dedicate, si parla sempre volentieri. Per questo amiamo offrire ai nostri ospiti un contatto nuovo e più completo con il nostro mondo,  con la consapevolezza che soltanto attraverso il rispetto e la dedizione, si può arrivare ad essere ed esprimere davvero se stessi.

Cugnà, tra passato e presente...

Cugna Ca d'GalDefinirla una salsa è generico e riduttivo, d'altronde il termine "mostarda" non la spiega completamente e può essere fuorviante. Come in molti altri casi, crediamo convenga lasciare che il nome dialettale ne rimanga l'unico custode del significato. La Cugnà ha una sua storia certa e antica nella Langa, in quel microcosmo di cascine dove per necessità, la tradizione tendeva all'autosufficienza attraverso il principio di utilizzare al meglio tutto ciò che la terra offriva. Per questo insieme ai "grappoli di S. Martino", gli ultimi lasciati indietro alla vendemmia e che costituivano la base di mosto, finivano nella pentola tutti i frutti che la cascina dava, in poca quantità per essere venduti e in troppa per essere dimenticati. La Cugnà, in epoca in cui la polenta era nutrimento quotidiano, diventava anch'essa giornaliero e duraturo condimento. Questo cibo simbolo della tradizione, dalla così spiccata valenza gastronomica e culturale merita per questo ancora oggi, tutta la nostra attenzione e cura nel produrlo come un tempo, così come la vostra passione nel gustarlo e mantenerlo vivo sulla vostra tavola. La nostra Cugnà viene accompagnata da una breve descrizione e da un attestato incorniciabile DOWNLOAD PDF  !
 
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    Agriturismo Ca’ D’ Gal esterno

    Esterno
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    Camere Agriturismo Ca’ D’ Gal

    Camere
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    Camere Agriturismo Ca’ D’ Gal

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    Camere Agriturismo Ca’ D’ Gal

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    Camere Agriturismo Ca’ D’ Gal

    Camere
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    Agriturismo Ca’ D’ Gal esterno

    Esterno
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    Agriturismo Ca’ D’ Gal esterno

    Esterno
  • Ca d'Gal 27 Luglio 2014 214

    Agriturismo Ca’ D’ Gal esterno

    Esterno
  • Ca d'Gal 27 Luglio 2014

    Agriturismo Ca’ D’ Gal esterno

    Esterno

Dicono di noi

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  • IL GIARDINO SEGRETO Armando Castagno Vitae
    IL GIARDINO SEGRETO Armando Castagno Vitae

    IL GIARDINO SEGRETO di ARMANDO CASTAGNO

    Dicembre 2014 – testata pubblicazione: Rivista VITAE

    …Qualche “mosca bianca” tuttavia c’è: una ha le fattezze,
    non proprio da mosca dal punto di vista dimensionale, di Alessandro Boido, titolare di un’azienda di
    lunga tradizione, Ca’ d’Gal, in posizione panoramica sulla collina di Valdivilla a picco su Santo Stefano
    Belbo e perfetta per fornirci materiale d’indagine. Infatti, a partire dal 2003, Alessandro, discendente
    messo da parte un migliaio di bottiglie l’anno del suo Moscato d’Asti migliore, il “Vigna Vecchia”…

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  • SLOW WINE 2013
    SLOW WINE 2013

    SLOW WINE 2013

    Testata pubblicazione: Slow wine


    Ca’d’Gal


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  • SPIRITO DI VINO DICEMBRE 2013
    SPIRITO DI VINO DICEMBRE 2013

    SPIRITO DI VINO DICEMBRE 2013

    Dicembre 2013 – Testata pubblicazione: Spirito di vino


    Moscato d’Asti Vigna Vecchia 2007


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  • I TRE BICCHIERI
    I TRE BICCHIERI

    I TRE BICCHIERI

    25 novembre  2012 – Testata pubblicazione: Gambero Rosso


    …se sei un produttore di vino e nel pieno della vendemmia ricevi questa comunicazione non può lasciarti indifferente l’emozione trapela tra un sorriso e una lacrima a conferma che i sacrifici vengono da sempre col tempo riconosciuti….ringrazio il mio Papa Riccardo, la mia mamma Rina, Carla che hanno sempre condiviso le mie scelte occupandosi con passione delle nostre Vigne…


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  • RIVISTA “CHI – In vino veritas ” (abbinamenti di Luca Gardini)
    RIVISTA “CHI – In vino veritas ” (abbinamenti di Luca Gardini)

    RIVISTA CHI – In vino veritas ( di Luca Gardini)

    MOSCATO D’ ASTI D.O.C.G. Vigna Vecchia 2010 Ca’ D’ Gal

    Un Moscato d’ Asti di incredibile finezza in cui spiccano aromi di sanbuco e pesca bianca.

    Da gustare fresco per accentuarne l’ effervescenza.

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  • ENCICLOPEDIA DEL VINO
    ENCICLOPEDIA DEL VINO

    ENCICLOPEDIA DEL VINO

    Dicembre 2012 – Testata pubblicazione: Enciclopedia del Vino


    Moscato d’Asti Vigna Vecchia 2005


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  • DECANTER APRIL 2012
    DECANTER APRIL 2012

    DECANTER APRILE 2012

    Aprile 2012 – Testata pubblicazione: Decanter


    Moscato d’Asti DOCG Piemonte


    SCARICA PDF DECANTER 2012

    SCARICA PDF DIPLOMA DECANTER 2012

  • TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL VINO (diLucaGardini)
    TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL VINO (diLucaGardini)

    TUTTO QUELLO CHE C’È DA
    SAPERE SUL VINO (diLucaGardini)

    19 marzo 2012 – Testata pubblicazione: Enciclopedia del Vino


    “Nei 100 Best Wine Moscato d’Asti V.V. 2005 “La questione è quanto mai teorica, vista la sede: può un Moscato d’Asti metodo Charmat entrare nel novero dei più grandi vini? Ne può dubitare chi ancora non avesse assaggiato le riserve che Alessandro Boido ha iniziato a proporre dopo almeno 5 anni di affinamento…”


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  • DIPLOMA DECANTER 2011
    DIPLOMA DECANTER 2011

    DIPLOMA DECANTER 2011


    Moscato d’Asti 2010


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  • RECENSIONE MICHELIN
    RECENSIONE MICHELIN

    RECENSIONE MICHELIN

    20 febbraio 2011 – Testata pubblicazione: Guida Michelin Belga


    Wijnreisgids Italie…


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  • MOSCATO VERTICALE DECENNALE DI SUADENTI CA’ D’ GAL
    MOSCATO VERTICALE DECENNALE DI SUADENTI CA’ D’ GAL

    MOSCATO VERTICALE DECENNALE DI SUADENTI CA’ D’ GAL

    25 maggio  2011  – Testata pubblicazione: Spirito di Vino


    IL TEMPO è AMICO SOLAMENTE DEI GRANDI VINI

    Una regola fondamentale confermata dai 10 Moscato d’Asti Ca’ d’ Gal, protagonisti di questa verticale,che con gli anni si arrichiscono di più intriganti sfumature.

    “è qualcosa di più che bollicine e residuo zuccherino”

    “Negli anni ’70 la sua identità era stata offuscata dell’industria spumantiera con prodotti da bere subito e dimenticare presto”

    “Qui sopra i 10 Moscato d’Asti dell’azienda Ca’ d’ Gal di Alessandro Boido, protagonisti della “Giornata Educativa” da lui organizzata con noi il Sommelier Bruno Violato e nelle pagine successive note degustative e voti.”


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  • PLAYBOY DICEMBRE 2009
    PLAYBOY DICEMBRE 2009

    PLAYBOY DICEMBRE 2009

    Dicembre 2009 – Testata pubblicazione: Playboy


    Moscato d’Asti Vigna Vecchia


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  • VINI DOLCI PASSITI 2009
    VINI DOLCI PASSITI 2009

    VINI DOLCI PASSITI 2009


    Moscato d’Asti Vigna Vecchia


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  • DIECI IN BOLLICINE
    DIECI IN BOLLICINE

    DIECI IN BOLLICINE

    25 dicembre 2009  – Testata pubblicazione: Gentleman Natale 2009


    Per il cenone di Natale o quello di Capodanno, la top ten, delle bottiglie made in italy…


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